Dopo un eterno periodo di assenza sono tornata con i miei racconti ^^
Mi scuso se non ho aggiornato il blog in questi mesi, ma non c'era niente di speciale e questo è infatti il primo
resoconto che scrivo dopo tutta l'estate.
Faccio un breve riassunto e poi posto subito!
Allora, questa estate è stata un'estate all'insegna di dARI ^^
Li ho visti altre 5 volte dal Meet&Greet (ultimo articolo citato) e questo è ciò che mi è capitato
venerdì...
Leggete un po' ;D
Milano, 26 novembre 2010
Quel giorno tanto aspettato era arrivato. Dopo due mesi e passa li avrei rivisti ed ero felicissima.
Neanche la neve che aveva ricoperto la città quella mattina mi avrebbe fermata, né tantomeno la metropolitana bloccata, né niente.
Ore 16.30
Mancva un’ora al meet.
Lasciai finalmente la mia casetta e corsi a prendere la metro.
Nell’attesa sono passati dei messaggi agli altoparlanti, ma si capiva poco o niente di quel che dicevano.
Se si fosse sentito bene, non sarei salita sulla carrozza.
Appena è arrivata mi sono precipitata dentro, ma, una fermata dopo le luci si spensero e venne trasmesso questo messaggio “La corsa è terminata. I passeggeri sono pregati di lasciare la
carrozza”.
A quelle parole mi sono sentita persa. Ero in una zona che non conoscevo e non avevo la minima idea di come arrivare al Teatro, ancora lontano da quella fermata.
Risalimmo in superficie, come ci dissero degli uomini in uniforme blu. Insieme a me, altre cento persone aspettavano sulla strada tram, pullman o quant’altro li avrebbe portati dove dovevano
andare. Ma questi mezzi non arrivavano e il tempo stava scorrendo troppo in fretta. Mi guardavo intorno preoccupata, spaesata (non lo conoscevo minimamente quel quartiere), terrorizzata
dall’arrivare in ritardo o, peggio ancora, perdere il fan party.
Fra l’altro stavo anche gelando perché quella mattina aveva nevicato e ci mancava poco che la temperatura non ritornasse sotto gli 0°!
Chiesi più volte ai responsabili dei treni e alla polizia locale cos’era meglio fare per arrivare in Via Mascagni il prima possibile. Non mi davano molte rassicurazioni, bisognava aspettare per
forza quegli autobus di emergenza, ma di loro neanche l’ombra!
Aspettai immobile, di tanto in tanto davo un’occhiata al cellulare per vedere che ore sono e intanto si faceva sempre più buio.
Sono le 17.18. Ora basta.
Mi decidsi a chiamare un taxi, era l’unico modo per arrivare al Teatro.
Un autista all’apparenza freddo e nervoso si fermò al bordo della strada e subito salì sull’auto.
Gli spiegai in poche parole dove dovevo andare e lo ringraziai per essersi fermato.
La mia disperazione era salita alle stelle un attimo prima. Pensavo di perdere il pomeriggio.
In meno di venti minuti percorremmo metà centro di Milano e arrivai davanti al Derby.
All’entrata del teatro vidi subito un bel gruppo di fans che aspettavano con i gadget compresi nel pacchetto vip. Mi salutai con l’Aurora (FabdIpEnDeNtE) e le sue amiche e subito dopo ritirai il
pacchetto anch’io, salutando la Mary che era al banco del merch.
Ci fecero accomodare al piano inferiore del teatro, sembrava fosse un bar. Appoggiammo borse e buste varie sui tavolini e abbiamo aspettato i ragazzi chiacchierando tra noi.
Qualche minuto dopo si son fatti vivi Fabio e Dario e tutte ci siamo alzate per andare da loro.
Prima da Fabio, poi da Dario. Consegnai loro dei disegni e un piccolo regalino per il festeggiato, che appena mi ha vista mi ha salutato allegramente e chiesto come stavo. E’ rimasto sorpreso del
pensiero, gli ho fatto leggere anche il bigliettino e ha ringraziato più volte, chinandosi per darmi un bacio.
Penso che sentirsi dire un “grazie” da loro non ha prezzo.
Da un’entrata che conduceva direttamente al teatro è sbucato Fasa che faceva avanti e indietro. Ho dato anche a lui un piccolo regalo da parte di una mia amica e gli chiesi autografo e foto.
Mi fa piacere che con loro, in pochi meet, si sia creato questo rapporto di amicizia, soprattutto con Dario.
Li ho visti sereni, Fabio forse un po’ scosso nel vedere troppa gente.
Ho chiesto a Cadio se fosse arrivato oppure no e mi rispose che si stavano alternando per sistemare gli strumenti. Così abbiamo aspettato ancora un po’, ma Cadio non arrivava. Tornai di sopra e
chiesi alla Mary.
Ho aspettato ancora, consapevole che è rimasto bloccato in un impegno, ma quelli del teatro ci hanno detto di spostarci in platea per assistere alle prove.
Dario ha iniziato a strimpellare qualche canzone dei Green Day (almeno a me è sembrata Basket Case ^^), Fabio faceva qualche giro di note sul basso e Daniel provava la batteria.
Tra tutti i batteristi che ho visto, penso che Fasa rimanga sempre il migliore. Sa “comandare” la batteria in un modo eccezionale, ci gioca tranquillamente. Davvero ti stupisce quando, a metà
concerto, si esibisce con il suo mitico assolo, che è diventato uno dei miei momenti preferiti!
Dopo poco tempo è sbucato Cadio dal nulla, che arriva subito dicendo “Non è colpa mia!” e che sarebbe sceso un attimo, finite le prove. E difatti, dopo aver suonato due o tre canzoni e aver
regolato i volumi degli strumenti (che ancora non riuscivano ad essere perfettamente in sintonia), Cadio è arrivato giù da noi, mentre gli altri tre suonavano ancora. Ovviamente tutte addosso al
tastierista che iniziò a raccontarci i nomi dei suoi cugini e dei suoi professori; nomi alquanto buffi e strani, tanto che nemmeno lui sapeva come si scrivessero. Ha parlato molto con le fans e
avevo paura di non riuscire ad arrivare a lui.
Quando ho sentito “Il teatro chiude!” mi sono sentita cascare a terra -.-
Ma come chiude?! Io non l’ho ancora incontrato!
Cadio ci disse che sarebbe riuscito ad accontentare tutti e in tempo di record ognuno di noi aveva foto e autografi. Io gli diedi il mio disegno e lui stupito lo prese e lo mise in una busta
(credo ò.ò).
Prese la mia macchina fotografica e aprì un braccio per abbracciarmi. Io ero pronta a fare la foto, ma lui si gira un attimo verso di me e guardandomi negli occhi mi dice “Che bel trucco!”, anche
se non avevo niente di speciale e quello era il trucco che metto tutti i giorni.
Un po’ per il nervoso che mi avevano fatto venire quelle che non si sbrigavano, un po’ per la confusione di essere attaccata a lui, sorrisi e non dissi niente. Poi mi resi conto di quel che mi
aveva detto.
Forse avrei voluto starci un po’ di più, ma i tempi erano quelli che erano, quindi...
Ci hanno fatto uscire dal teatro. Freddo cane.
Bene, primo obiettivo: trovare le mie amiche.
Secondo obiettivo: andare a mangiare.
Mi diressi verso piazza San Babila e lungo il percorso incontrai la Chiara, una mia amica che non pensavo di incontrare quel giorno. La salutai e la invitai ad aggiungersi a noi, anche se ancora
non c’eravamo trovate tutte. Ci fermammo davanti al McDonald’s della piazza, io, lei e i miei che erano tornati a prendermi.
Dentro il Mc trovai la Carlotta (*OTTA*) e ci salutammo. Con lei c’era una sua amica ed erano venute insieme, seguendo un percorso di indicazioni sbagliate. Non era colpa loro, non conoscevano
Milano e avevano chiesto ad ogni persona che incontravano qual’era la direzione per arrivare al Derby. Incredibile che, alla fine, ce l’avessero fatta.
Giorgia e Linda non arrivavano, avendo capito tutt’altro di quello che gli avevo detto, così decidemmo di andargli incontro. Le incontrammo alla fine di C.so Vittorio Emanuele e finalmente
potemmo andare a mangiare. Un hamburger e via.
Mancava un quarto d’ora per l’inizio del concerto. Rientrammo in platea, questa volta le luci erano quasi del tutto sparite. Ci sedemmo solo quando si spensero del tutto e le fans iniziarono ad
urlare e a gridare “dARI, dARI!”.
E dopo pochi secondi comparirono sul palco quattro figure poco illuminate, ma ben riconoscibili. Finalmente il concerto stava iniziando.
Tutti si scatenavano, anche se le maschere ci hanno obbligato a stare seduti. Dopo cinque o sei canzoni è ritornato il buio e sugli schermi sono comparse delle frasi riferite al concerto e ai
dARI. Queste si sono concluse con “Volevamo prenderci un minuto per dirti GRAZIE DI ESSERE QUI” e tutte le ragazze hanno urlato un “Grazie a voi!”
Poi i dARI sono tornati sul palco e il concerto è continuato. Hanno suonato otto canzoni di IN TESTA, Bonjour, che era la prima volta che la sentivo live, ci ho messo un po’ per riconoscerla
all’inizio!
Dei vecchi brani hanno esibito Cercasi AAAmore, Casa Casa Mia, Per Piacere, Wale, Rock ‘n’ Roll Robot e Non Pensavo. Tutti bellissimo e Dario ha cantato in un modo... Sublime! Finalmente ho
sentito la sua vera voce! Non ha stonato, è stato fantastico e lo è stato anche nel suonare la chitarra. Ci ha messo tantissima grinta. E lo stesso hanno fatto Cadio, che afferrava il manico
della sua tastiera bianca con decisione, potenza ed eleganza allo stesso tempo; Fabio, che ci ha fatte sognare con quelle note cupe e penetranti del suo basso nero. E infine Daniel, che ci ha
fatte scatenare a ritmo di tamburi.
Non ho strillato come una pazza, devo dire che sono stata molto pensierosa. Durante “L’amore ci chiama” mi è scesa anche una lacrimuccia ripensando a tutto il loro percorso che, come ha ricordato
il Signor Cuffari, è iniziato tre anni fa e noi siamo ancora qui a supportarli sempre.
E’ vero che quando finisce il concerto si rimane sempre con una certa tristezza dentro, ma basta ripensare a quei pochi attimi passati con loro per riavere tutta la felicità possibile.
Ripensare a quei quattro ragazzi e credere che ormai senza di loro la tua vita sarebbe impossibile, perché ora anche loro ne fanno parte, come una seconda famiglia.
Quindi la conclusione è questa: un GRAZIE non basterà mai. Per ogni cosa che fanno, che dicono, che hanno e che ci danno, noi gliene saremo sempre grati e glielo dimostreremo standogli sempre
“accanto” ogni volta che avranno bisogno perché loro fanno questo con noi.
Così si conclude un altro bellissimo 26 novembre in compagnia dei grandissimi dARI <3
Valery Kaulitz

